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Le Schede Video Integrate Del Futuro, Ecco Cosa C’è Da Sapere

Le Schede Video Integrate del Futuro, Ecco cosa c’è da sapere

Al giorno d’oggi, una cosa è sempre stata chiara: se vogliamo usare una applicazione graficamente impegnativa, dobbiamo acquistare un computer adatto. Un portatile o un fisso che non sfruttino una scheda integrata tale da essere troppo debole. Con le ultime innovazioni del mercato, questa concezione può però presto cambiare.

Iniziamo a spiegare passo dopo passo come funzionano le tecnologie integrate nella nostra CPU e perché la potenza grafica di questi chipset sta per diventare più flessibile e potente, tanto da eliminare alcune necessità che ci portano a spendere parecchio.

Come mai queste schede video sono tanto odiate?

Per prima cosa, queste sono (per l’appunto) integrate nel processore. In questo modo, è la nostra CPU a svolgere tutto il calcolo normale e grafico – il che comporta alcune limitazioni.

La prima ovvia limitazione è l’utilizzo della memoria. Le schede video integrate non hanno una memoria propria, come tale devono basarsi sulla RAM presente nel sistema. Il risultato cambia in base alla quantità di RAM disponibile e la sua velocità, anche se c’è da dire che la quantità di RAM che una scheda video integrata può riservarsi non va spesso oltre il singolo GB (o in alcuni rari casi, 2Gb).

In altri casi dobbiamo considerare lo spazio riservato ai componenti all’interno della CPU. La scheda video si chiama “Integrata” per un motivo: fa parte dei microchip interni del processore. Immaginatela come un chipset per Smartphone: è presente tutto in un singolo posto, processore e GPU. Ad esempio lo Snapdragon 845 include un processore Kryo 385 e una scheda video Adreno 630,  tutto integrato.



Per le CPU per PC la faccenda è simile. La potenza da usare per le normali operazioni d’ogni giorno ha però la priorità, così la scheda video rimane in effetti piuttosto piccola in stazza.

Fortunatamente tutto sta per cambiare!

In risposta all’AMD, che ha al momento le schede video integrate più potenti (da quasi 2 TFLOP con la Vega 11) l’Intel sta creando un metodo con il quale è possibile montare un processore in componenti separati (monolitici) altrimenti definiti anche Chiplets. Il tutto viene poi coperto: all’esterno sembra sempre un processore come l’abbiamo sempre visto, ma in realtà questa combinazione cambierà molto il futuro delle CPU. Questo permetterà infatti di aumentare le caratteristiche dei componenti senza necessariamente cambiare l’architettura (e far venire mal di testa agli utenti che devono comprare ora una nuova scheda madre o un nuovo Notebook).

Le schede video integrate diventeranno così più grandi, anche se non faranno di certo salti mortali: sono sempre considerati componenti contenuti nelle prestazioni, ma almeno è una buona notizia per chi vuole giusto un po’ più di prestazioni grafiche dal proprio processore. Se non altro, i limiti di velocità fra DDR e scheda video integrata inizieranno ad azzerarsi.

E’ forse questo anche il futuro del processore “personalizzabile”? Con i Chiplets, forse questa può diventare una realtà anche per noi semplici utenti.

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